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Quanto sei normale?

Aggiornamento: 7 feb 2022

Quando si trattando di salute mentale è importante fare chiarezza nell'utilizzo di alcuni termini perché questo è un argomento che è sempre in evoluzione e soggetto a cambiamenti determinati dallo sviluppo della società, della cultura e del modo di pensare e vedere le cose.


È offensivo e stigmatizzante definire una persona per il problema che affronta. "È un malato di testa..." "non è mica normale..." "è una depressa..." Ricordiamoci che l'idea di "normalità" implicita nelle definizioni su essere salutare, o di disturbo e malattia è variata nel corso del tempo fino ad arrivare a corrispondere ad un concetto molto complesso e di difficile inquadramento. Ovvero, la "normalità" psichica è in linea di massima lo status quo di salute mentale di ognuno di noi nel contesto in cui ci troviamo.


Ma come capire quando sfuggiamo a questa detta "normalità"?

Il modello bio-psico-sociale considera determinanti per l'insorgenza di una malattia/disturbo mentale, di un disagio o di problema psichico i seguenti aspetti: aspetti "Bio", biologici (fattori genetici e biologici); aspetti "Psi", psicologici (dimensioni psicologiche, emozionali e spirituali); aspetti "Sociali" (famiglia, comunità, cultura, status socio-economico e accesso alle cure sanitarie). Questi fattori sono tra loro interagenti nella diagnosi di un disturbo mentale e sono in grado di influenzare positiva e/o negativamente nello scatto o nell'evoluzione di un problema psicologico.


In maniera più ampia, disagi e problemi psichici individuano i malesseri psicologici e condizioni mentali di non piena salute. Invece il termine malattia, indica un'alterazione morfologica o funzionale di una o più parti del cervello o dell'intero organismo e sottende l'idea di uno stato di salute e di normalità misurabile con parametri oggettivi.


L'Organizzazione Mondiale della Sanità, tiene conto di questo modello per definire la normalità e sottolinea la salute come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non la semplice assenza di malattia o di infermità».


Non può esserci salute se non vi è salute mentale.

Il cambiamento di paradigma di questa indicazione è rivoluzionario poiché l'interesse non è più volto alla malattia e al male, ma alla salute ed al benessere individuale delle persone; e la cura è volta al miglioramento delle condizioni di vita anche in situazioni di patologie invalidanti e degenerative. Ciò vuol dire che una persona con una malattia mentale che è bio-psico-socialmente integrata al contesto del suo tessuto sociale è molto più vicina alla normalità che una persona in piena forma fisica e mentale ma che vive in costante inadeguatezza negli aspetti psico-sociale.

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