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ANSIA DA PRESTAZIONE. Quando ci preoccupiamo in anticipo.

Aggiornamento: 7 feb 2022

L'ansia da prestazione è un tipo di ansia che proviamo quando dobbiamo realizzare un’attività che consideriamo al di là delle nostre capacità. Ecco perché a volte si chiama anche ansia anticipatoria.


Anche se non è una regola, è comune che questo tipo di ansia inizi prima di una situazione, o di un compito, che deve essere eseguito davanti ad altre persone, e di solito si manifesta ben prima che la situazione accada. In alcune occasioni le persone che soffrono di questo tipo di ansia finiscono per evitare tali situazioni, il che può creare altri problemi come, per esempio, quando la persona schiva la propria cerimonia di matrimonio, evitare un appuntamento importante, un colloquio di lavoro, non riesce a finire un progetto, procrastina la realizzazione di un'attività, e così via.


Una delle curiosità dell'ansia da prestazione è che, in ultima analisi, ciò che spaventa non è necessariamente il compito da eseguire in sé, ma il fatto di soffrire di ansia quando è necessario eseguire quel compito. Il che a sua volta genera ancora più ansia. In queste situazioni, esiste la consapevolezza di non avere nessun segno concreto di nervosismo, tuttavia, il pensiero del nervosismo stesso è ciò che rovinano le cose.


Questo eccesso di pensieri porta ad un vero e proprio nervosismo, e allora sì, tutto va male per la perdita di concentrazione e, di conseguenza, i veri segni di nervosismo appaiono come la sudorazione, voce tremante, pelle arrossata, iperventilazione, e la paura che si aveva che le cose potessero andare male finisce per materializzarsi. Quindi, ciò che esiste è una angoscia anticipatoria dovuta a una sensazione che le cose finiranno per andare male, una sensazione di premonizione che si rafforza, creando un rinforzo sul compimento di un presagio creato da una sensazione negativa. Come: "Sapevo che andata male", "Qualcosa mi puzzava". "Vedi! Lo sapevo”.


In questo modo, l'ansia da anticipazione è la paura che la nostra performance non funzioni prima ancora di una situazione che riteniamo importante accada, generando così paure e stress che innescano una serie di pensieri e azioni che possono anche bloccarci o causare disfunzioni fisiologiche. Una delle caratteristiche scatenate dall'ansia da anticipazione è l'eccessiva preoccupazione che, in alcuni casi, genera distrazione e o agitazione interna. In età adulta, l'ansia da prestazione può anche influenzare la vita sessuale.


L'eccessiva preoccupazione di non essere in grado di eseguire adeguatamente il rapporto sessuale può, per esempio, creare condizioni che compromettono la vita sessuale di una persona fisicamente ma che dovuto all’ansia vede la sua prestazione sessuale ostacolata.


La prima cosa da osservare in questi casi è se la preoccupazione e/o l'agitazione interna causata dall'ansia da prestazione sta generando distrazione durante le interazioni sessuali. Spesso, quando le persone preoccupate fanno sesso, non prestano abbastanza attenzione ai pensieri e alle risposte erotiche che normalmente accompagnano le relazioni sessuali più piacevoli. Così, invece di sviluppare pensieri erotici, la persona anticipa mentalmente gli eventi, che li porta in un vortice di pensieri su altre cose, o sulle proprie prestazioni sessuali, generando così più ansia da prestazione. Questo tipo specifico di ansia da prestazione promuove la frustrazione sessuale, provoca la paura del giudizio, e in alcuni casi, come caratteristica compensatoria, la perdita di rispetto di sé stesso durante il sesso.


Come la preoccupazione eccessiva o agitazione interna può condizionare le nostre prestazioni sessuali?


Oltre alla mancanza di piacere, di non raggiungere il climax nell'orgasmo, alcune caratteristiche psicofisiologiche possono essere la mancanza di lubrificazione, tachicardia, disfunzione erettile, eiaculazione precoce, dolore durante la penetrazione, ipersensibilità al tocco come avere solletichi che non si aveva prima, irritazione ecc. Quindi, nei casi di ansia da prestazione sessuale il problema non è nelle parti intime, non è un malfunzionamento erogeno, ma piuttosto, un insieme di pensieri irrazionali creati dall'ansia da prestazione sessuale che a sua volta porta alla frustrazione nel sesso.


I pensieri che causano distrazione durante il sesso non devono rubare il posto dei pensieri erotici. È possibile avere un notevole controllo sull'esperienza sessuale se la concentrazione di questi pensieri è sull'interazione con il partner. Qui, l'immaginazione è tutto ciò che conta.


Innanzitutto, per evitare la frustrazione sessuale causata dall'ansia da prestazione sessuale, è essenziale capire che il sesso va ben oltre un semplice orgasmo. Andare oltre l’orgasmo, ed apprezzare qualsiasi piacere scoperto durante il sesso è già un buon inizio. Ricordiamoci anche che il piacere del partner non dipende soltanto da noi. E che non dobbiamo preoccuparci di ciò che l'altra persona stia pensando di noi, invece, concentriamoci su ciò che possiamo controllare: il nostro mondo soggettivo di pensieri erotici, fantasie, sensazioni e sentimenti. Un’altra cosa importante è rispettare i nostri limiti, dignità, e il nostro valore sessuale senza cercare di compensare eventuali disagi durante il sesso. E soprattutto, non dobbiamo mai qualificare la nostra esperienza sessuale, di cattiva o di buona, soprattutto mentre lo stiamo ancora facendo. Il sesso deve essere vissuto, non analizzato.


Ma come superare lo sconvolgimento causato dall'ansia da prestazione che ci blocca?


Per superare l'ansia da prestazione dobbiamo soprattutto maturare i nostri pensieri sulla reale importanza di un particolare fenomeno nella nostra vita, e sviluppare la consapevolezza dei meccanismi mentali che ci portano all’autosabotaggio. Il secondo passo è quello di dare un nuovo significato all'importanza che diamo a certe situazioni ed eventi vissuti. Percepire quale giudizio di valore facciamo su alcune cose, e capire il valore reale che diamo a queste cose, senza sopravvalutare le sue importanze, è altrettanto importante per superare il travolto da ansia da prestazione. Infine, saper distinguere ciò che è veramente essenziale nella vita da ciò che è superfluo, differenziando ciò che offriamo da ciò che vogliamo dalla vita, è un’altra parte centrale di questa fase.


In psicologia - e non solo - la cosa più importante è la vita. Essere in vita, sbagliare, imparare, riflettere su ciò che ci circonda, essere più o meno una persona salutista, provare emozioni come l'amore, la gioia, la felicità e la pace; senza necessariamente negare altri sentimenti come la tristezza, la delusione o il dolore della perdita è anche parte di ciò che conta davvero nella vita. Distanziarsi da questo processo naturale dell'Essere umano può creare disfunzioni sui valori che diamo alla vita e alle cose che costituiscono la vita, materiali o no.


Se ci sforzassimo per affrontare i fenomeni della vita in questo modo, non sperimenteremmo più la pressione dell'eccessiva stima che diamo a certi problemi, e allora sfruttiamo ancora di più le diverse tappe di sviluppo della nostra vita. Vale a dire che anche se perdiamo una persona amata, se veniamo licenziati, o se affrontiamo un fallimento in qualcosa, siamo comunque ancora in grado di superare le avversità e ricreare una nuova realtà da adulti felici.


L'ansia da prestazione non è necessariamente una cosa negativa. Anche perché essa è una reazione naturale del corpo che ci avverte del fatto che stiamo per fare qualcosa che consideriamo difficile e che non siamo abituati a realizzare con certa frequenza. Quindi, accettare questa ansia come parte delle nostre funzioni psicofisiologiche, come qualcosa di necessario e naturale, è il modo per iniziare a lavorare sui problemi legati alle sue disfunzionalità.

Quindi, la prima cosa da fare è accettare l'ansia e smettere di lottare contro i suoi sintomi. Il miglior modo per gestire l’ansia da prestazione è accettare di star provando ad affrontare qualcosa che è più forte di te, e che non è facile superare da soli. Per ciò, è importante saper osservare il linguaggio del corpo senza reagire a certe situazioni con troppa importanza ai processi naturali dell'ansia.


Come seconda strategia, non dobbiamo concentrarci sul nervosismo. L'ansia da prestazione può creare un nervosismo senza fondamento proprio quando abbiamo bisogno di stare tranquilli per realizzare una mansione qualsiasi, ma che comunque ci può disturbare anche molti giorni prima. Il nervosismo è una parte naturale dell'ansia, quindi non dobbiamo prestare troppa attenzione e nemmeno preoccuparci più di tanto.


Un altro punto chiave è la calma. Molte persone diventano ossessionate dal controllo della calma, e invece di concentrarsi sul compito che devono realizzare, pensano troppo alla calma creando ancora più nervosismo dovuto ai pensieri di mancanza di controllo su di essa, e di conseguenza aumentano ancora di più le possibilità di che tutto vada male. Una volta ancora, spingendo l'autosabotaggio rafforzato da un cattivo presagio sugli eventi legati all’attività che dovrebbe realizzare.


Affrontare il nervosismo è uno dei punti più importanti. È naturale fare errori quando si è nervosi, ma la reazione a questi errori è ciò che fa la differenza. Davanti a queste situazioni puoi ignorare l'errore e continuare a fare le cose come se nulla fosse, puoi sovradimensionare la situazione e fare un dramma, oppure puoi agire in modo sano, ovvero, chiedendo scusa e riconoscendo che hai commesso un errore perché eri in una situazione di nervosismo.


Un'altra strategia interessante è praticare un’attività di rilassamento che aiuti a mantenere la calma naturale quando dobbiamo affrontare situazioni stressanti. Poi, lavorare sulla fiducia in noi stessi. Non c'è niente di più potente per combattere questo tipo di ansia che la fiducia in noi stessi, ma che è completamente diverso dell'arroganza.


Se nessuna di queste strategie ha risolto i tuoi problemi, devi cercare l'aiuto di uno psicologo per capire i blocchi mentali e i sentimenti di procrastinazione che l'eccesso di pensieri e l'agitazione interna da ansia da prestazione possono causare nella tua vita. In terapia si può fare un lavoro di riflessione sulla propria performance, e su alcuni aspetti della personalità. Lo sviluppo dell'intelligenza emotiva tra tanti altri benefici, ci aiuta a fare una revisione profonda sui sistemi di valori. Nella terapia psicologica lavoriamo anche lo sviluppo della fiducia in noi stessi, e l'autoconsapevolezza delle emozioni per disattivare il grilletto dei comportamenti e pensieri coinvolti nell’ansia da prestazione.


È importante capire che in alcuni casi di ansia anticipatoria il trattamento psicoterapeutico dovrebbe essere considerato addirittura prima di qualsiasi trattamento farmacologico. In casi come la disfunzione erettile, per esempio, quando questa non è di origine fisiologica, il trattamento psicologico dell'ansia da prestazione sessuale può evitare l'uso condizionato di pillole che promuovono l'erezione. Cioè, l'uso della pillola finisce per diventare una condizione per avere un'erezione, creando quindi una dipendenza psicologica.


Nei casi più complessi la psicoterapia può aiutare a prevenire l'uso precoce di farmaci ansiolitici che, nonostante aiutino a ridurre l'ansia, possono, in situazioni gravi, sviluppare pensieri suicidi e o l'incapacità di svolgere le attività quotidiane a causa di un effetto collaterale. Pertanto, è molto importante che il trattamento farmacologico per l'ansia sia accompagnato da un trattamento psicologico. Peraltro, in modo da evitare la dipendenza chimica e o psicologica, è molto importante che la persona che soffre di ansia da prestazione cominci il trattamento con uno psicologo prima ancora di iniziare a ingerire qualsiasi farmaci a rilascio controllato.

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